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Da Repubblica.it
Salute pag. 12
Yoga che cura
In alcune patologie da benefici superiori ai farmaci. Dopo le ricerche delle
università indiane anche quelle di prestigiosi atenei Usa rilevano effetti
terapeutici dell'antica pratica su malattie reumatiche e cardiovascolari .
di Susanna Jacona Salafia
Relax e movimento, armonia di corpo e spirito
dall'antica saggezza indiana. Lo yoga, per chi lo pratica, è un vero e propio
modello di vita che coinvolge tutta la sfera quotidiana. Ma oggi non è più
soltanto ginnastica e spiritualità, ma anche ricerca medica. Ci sono al
momento in corso ben 23 clinical trials, sperimentazioni umane, in altrettanti
ospedali e centri medici che coinvolgono infatti le tecniche dello yoga in
precise terapie ospedaliere. E dagli anni 60 a oggi sono stati pubblicati
qualcosa come 991 studi su Yoga e cure mediche in riviste scientifiche
internazionali. Gli ospedali e centri medici da New Delhi a Bangalore a Shiraz
(Iran), dal Medioriente e Sudest asiatico (dove c'è una cultura radicata di
"medicina integrata" tra "mainstream"e "alternative") fanno la parte del leone
producendo il maggior numero di studi clinici. L'ultimo in ordine di tempo,
apparso sul numero di novembre di European journal of Cancer Care, ha dimostrato
ad esempio l'efficacia della pratica yoga nell'attenuazione degli effetti
collaterali (nausea e vomito) della chemioterapia in 68 pazienti. Lo studio è
stato condotto dal Dipartimento di Scienze della vita dell'Università di
Bangalore, mettendo a confronto il campione sottoposto a un'ora quotidiana di
yoga con un altro che ha svolto una terapia di rilassamento tradizionale.
Altri studi sono invece appena iniziati al Mercy medical center di Baltimora per
capire se e quanto lo yoga possa attenuare il senso di "fatica" delle malate di
tumore. Ma vi sono anche studi che dimostrano l'efficacia dello yoga anche per
il diabete, ad esempio, le malattie cardiovascolari, il dolore di schiena
cronico, il tumore al seno e una quantità di altre sindromi e disturbi. Su
diabete e yoga sono stati compiuti ben 28 studi clinici dal 1986 a oggi, in gran
parte in ospedali indiani, ma anche in Olanda e Australia. Si tratta di
sperimentazioni rigorose, che mettono sempre a confronto gli effetti della
terapia yoga con un altra di supporto similare, propio per evitare eventuali
suggestionamenti.
Sul diabete mellito di tipo 2 è stata dimostrata, al Guru Tegh Bahadur Hospital
di Delhi (in uno studio coordinato dall'Università), una correlazione tra alcune
"asana" (posizioni) yoga e la velocità di conduzione del nervo mediano (che nei
diabetici causa continui formicoli alle mani) e il controllo del glucosio nel
sangue. Al termine della sperimentazione, i 20 diabetici che avevano praticato
yoga (30-40minuti al giorno per 40 giorni) avevano una efficienza maggiore delle
mani e un maggior controllo dei livelli di glucosio, rispetto al gruppo che
aveva svolto solo delle camminate come terapia "integrata" a quella
convenzionale.
Degli effetti benefici dello yoga,su corpo e mente, si parla da anni. Ma oggi si
cerca una risposta scientifica e lo yoga comincia a essere studiato anche da chi
fa ricerca medica. Ad esempio, perchè le pratiche yogiche (asana e meditazione)
hanno evidenti benefici in sindromi come ansia e depressione come è testimoniato
da tutti coloro che le eseguono? Lo hanno scoperto un gruppo di psichiatri della
Scuola di medicina della Boston University, in uno studio pubblicato nel maggio
scorso sul Journal of Complementary and Alternative medicine. I medici hanno
sottoposto a risonanza magnetica un gruppo di otto "yogi" prima e dopo la loro
sessione quotidiana di 60 minuti. Allo scanner con imaging del cervello è
risultato, al termine di ciascuna sessione di yoga, un aumento di ben il 27% dei
livelli dell'acido "Gaba" (gamma-aminobutirico) che, insieme alla noradrenalina
e serotonina, sono i neurotrasmettitori più importanti nel controllo fisiologico
e patologico degli stati emozionali. Il loro deficit, dunque, ha un ruolo
nell'ansia e depressione. E lo yoga si comporta come una vera e propria
"medicina naturale", senza effetti collaterali, negli stati d'ansia depressivi:
i livelli del Gaba nei nei depressi vengono normalmente incrementati con terapie
farmacologiche a base di benziodiazepine, i cui effetti collaterali sono a tutti
noti. Il gruppo di controllo, a cui era sto somministrata come "calmante", una
sessione di lettura rilassante, non mostrava invece alcun aumento del Gaba
cerebrale.
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