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Da Repubblica.it Salute pag. 12 Il mantra abbassa la pressione del cuore La "yoga therapy" per alcune malattie cardiovascolari
come l'ipertensione, è ormai riconosciuta da oltre un decennio anche dalla
medicina convenzionale. In Italia un convinto assertore è Luciano Bernardi,
associato di medicina interna dell'Università di Pavia-policlinico San Matteo,
dove da anni si studiano gli effetti della respirazione yoga sulle malattie
cardiovascolari. Il team guidato da Bernardi ha effettuato anche spedizioni
sulle vette delle Ande e Himalaya per testare la capacità degli esercizi
respiratori in assenza di ossigeno. Uno studio pubblicato sul Lancet nel lontano
'98 dal San Matteo dimostra infatti che chi soffre di scompensi cardiaci
migliora le sue possibilità di vita, in caso di attacco, se fa esercizi
respiratori e in particolare i "pranayama" dello yoga. L'ultimo studio pilota
che viene dai medici statunitensi Debbie Cohen e Raymond Townsend, finanziato
dall'Università di Pensilvania e che sarà presto pubblicato, ha invece messo a
confronto due gruppi di pazienti di pressione alta. Al primo gruppo è stata
prescritta una sessione quotidiana di yoga, in particolare esercizi di
respirazione; al secondo la normale dieta alimentare prevista dalla medicina
convenzionale. Con lo yoga vi è stata una notevole riduzione dell'ipertensione
nei pazienti in stadio "pre-ipertensivo" nonché in quelli nello stadio 1 della
sindrome, rispetto al gruppo di controllo. Al National Heart, Blood and Lung
Institute dell'Università della Florida a Gainesville, dal 2005 è iniziato (è
ancora in corso) una sperimentazione umana di yoga therapy per l'ischemia
miocardica su 150 pazienti, la prima su un campione così vasto. Obiettivo:
verificare se la meditazione yoga porta benefici sulle ischemie cardiache
determinate da stress mentale. Nel 2000 invece in India si sono messi a
confronto 3 gruppi di 33 ipertesi a cui è stata somministrata, rispettivamente,
per un periodo di 11 settimane yoga therapy, cura farmacologica e nessuna
terapia. Lo yoga veniva praticato individualmente a casa per sei ore settimanali
e prevedeva una combinazione di ananas, pranayama e mantra (esercizi yoga con
musica). Alla fine delle 11 settimane, la pressione sanguigna sistolica
risultava ridotta di un impressionante 33mm/hg contro i 4mm/hg del gruppo che
non aveva svolto alcuna terapia e il 24mm/hg del gruppo a cui erano stati
somministrati i tradizionali farmaci anti ipertensione. Lo studio è stato
pubblicato sull'Indian Journal of Phisiology. Ma l'uso della yoga therapy per
l'ipertensione risale addirittura agli anni '70 quando una prima sperimentazione
in Inghilterra su 43 pazienti riscontrò una riduzione dell'ipertensione di
26mm/hg con lo yoga e di solo 9mm/hg con i farmaci tradizionali di allora.
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