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NUOVE TERAPIE, PAROLE DI SAGGEZZA E MANI CHE CURANO

di ALESSANDRA GRAZIOTTIN

L'ultima passione per curarsi bene? Parole di saggezza e mani che curano. Questo il senso di un'indagine che il Daily Telegraph, quotidiano inglese, ha dedicato venerdì scorso al boom delle terapie alternative, specialmente quelle orientate a lavorare (terapeuticamente) sul corpo. Il dato più credibile viene dagli annunci sulle pagine gialle: in dieci anni, dal 1994 al 2004, riflessologi e chiropratici sono aumentati dell'800\% in Gran Bretagna. In compenso, per dare un'idea di come sta cambiando il panorama delle professioni in quel Paese, sempre negli ultimi 10 anni i piccoli commercianti, proprietari di un negozio, per esempio di frutta e verdura, si sono ridotti del 60\%, mentre i macellai si sono ridotti del 40\%. Certo, anche con la complicità del boom della grande distribuzione. Questa rivoluzione professionale, ma anche esistenziale, non è fenomeno limitato agli anglosassoni. Il resto dell'Europa occidentale sembra seguire esattamente la stessa tendenza. Il boom della facoltà di medicina alla fine degli anni Settanta, e di quella di psicologia negli anni Ottanta, non ha generato maggiore soddisfazione terapeutica, anzi. La frattura tra una medicina senz'anima, sempre più tecnologica, e una psicologia senza corpo, che si comporta come se la psiche fosse una nuvola di pensieri (in genere disturbanti) sospesa sopra la testa, si è anzi aggravata.

La sensazione che non ci siano risposte di qualità al male di vivere contemporaneo ha portato all'esplosione della terza via: il massaggio terapeutico, e la fisioterapia, in tutte le loro varianti. La parola d'ordine: ristabilire il contatto tra le mani (il corpo, l'energia, la competenza, la sensibilità, le recettività psichica, la motivazione curativa) del terapeuta e il corpo e il mondo psichico di chi vuol stare meglio. Mani sensibili sciolgono tensioni, alleggeriscono tonnellate di stress somatizzato in cordoni muscolari, in lombalgie, in mialgie, in sindromi psicosomatiche. Le mani che accarezzano, che sapientemente ridanno armonia e fluidità a corpi appesantiti da chili di ruggine fisica e psichica hanno un'attrattiva più potente di qualsiasi altra medicina. Contemporaneamente, durante il massaggio, gran parte delle persone comincia a parlare di sé. Spesso si mette a piangere. La combinazione tra massaggio e parola dà un sollievo che nessun delle due tecniche, da sola, sembra dare.Se boom c'è, significa che la domanda di questo tipo di terapia è molto forte. Significa che l'esistente è in caduta libera di credibilità. Eppure molti di questi alternativi non hanno una preparazione adeguata: al massimo, molta sensibilità personale. Eppure hanno agende esplosive. E, soprattutto, sembra che i loro indici di soddisfazione professionale siano più alti della media dei medici e degli psicologi. La questione diventa molto interessante. C'è forse una lezione che possiamo apprendere da questa rivoluzione silenziosa?Sì: innanzitutto, e questo vale per i medici, non è pensabile avere un buon impatto terapeutico senza ascoltare e senza visitare accuratamente. Il contatto con il corpo del paziente, la ricerca di segni che correlino con i sintomi, non è solo un doveroso atto medico: ha un potentissimo impatto psicologico. E' incredibile, per esempio, sentire come cambia radicalmente il rapporto fiduciario tra medico e paziente, quando c'è una grande attenzione al corpo. E come il corpo si fida, come la tensione cede, come si riduce l'ansia, come si rilassano il volto, la schiena, le spalle, i muscoli del bacino. Un viraggio per me ancora commovente, anche dopo tanti anni di professione, quando sento sciogliersi il terrore che bloccava nel panico una donna incapace di avere rapporti, perché affetta da vaginismo, il cui corpo comincia a fidarsi perché sente la dolcezza, il rispetto, la pazienza, la calma, proprio durante la terapia corporea. Perché in quegli esercizi, in quel contatto tra le mani che curano e i muscoli contratti dal terrore, sente la quieta certezza che quelle paure si possono sciogliere, proprio fisicamente, per ritrovare l'armonia e la serenità, anche nel far l'amore.Questo vale in pediatria, dove potremmo dare molto di più, dal punto di vista umano, e ottenere molto di più, dal punto di vista dei risultati terapeutici, attraverso il massaggio professionale di bambini spaventati, soli, traumatizzati o ricoverati a lungo in ospedale. Per non parlare della geriatria, l'ambito in cui il contatto con il corpo è in assoluto più evitato e trascurato, se non per cambi frettolosi di biancheria.

Il bisogno di una diversa attenzione al corpo riguarda anche gli psicologi. I più avveduti se ne erano già accorti tanti anni fa: il filone della bioenergetica, da Reich in avanti, ha sempre perseguito la cura come cambiamento parallelo di corpo e psiche, attraverso la respirazione ed esercizi fisici finalizzati allo scarico della rabbia e delle tensioni negative accumulate. Tuttavia, il massaggio ha un aspetto importante: il corpo si rilassa in condizione passiva, con un'unica richiesta: "Prenditi cura di me". Una regressione benigna e controllata, che si rivela più consolante di cento discorsi.

Complessivamente, il messaggio è uno solo: corpo e psiche reclamano un'attenzione simultanea. Vincerà, dal punto di vista terapeutico, chi saprà offrire la combinazione migliore, come i centri benessere (altro boom) insegnano.

Infine, un'indicazione pratica per molti dei ragazzi e ragazze che stanno pensando a cosa fare da grandi e a come scegliere la facoltà giusta. Invece di lauree sature, lunghe e dal destino incerto, come medicina, legge, o lettere, perché non pensare a un futuro professionale di questo tipo? Soprattutto se si è portati per il rapporto umano e comunque per professioni di aiuto? Fisioterapia, chiropratica (all'estero esistono lauree molto qualificate in quest'ambito), massoterapia, riflessologia consentono la possibilità di completare gli studi in tempi ragionevolmente brevi. E permettono libere professioni, organizzazione del proprio tempo, e la possibilità di una gratificazione professionale crescente e duratura. Perché non pensarci?  

Alessandra Graziottin   Dal Gazzettino del 09.08.2004

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Ultimo aggiornamento: venerdì 25 giugno 2010